Vivo,
ergo danzo.
sono corpo che è…
Il cuore batte. Il respiro va e viene. Il sangue scorre. E così il ventre, senza sforzo, danza. Il movimento è lo stato naturale dell'essere — non qualcosa che si impara, ma qualcosa che si ritrova.
La Danzacreativa Danzaterapia Metodo Fux non insegna una tecnica. È uno strumento di cambiamento e benessere psicofisico: accompagna ogni persona a ritrovare il proprio movimento — unico, autentico, espressivo.
«Tutto può essere danzato. E tuttə possono danzare. Quello che faccio è unicamente stimolare le potenzialità che ognuno possiede. Io non parlo mai di curare, bensì di cambiare.»Maria Fux — Buenos Aires, 1922–2023
Il metodo lavora attraverso stimoli creativi — la musica, il silenzio, la parola, il colore, un oggetto, un'immagine. Stimoli che aprono il corpo a forme nuove, spesso inaspettate. In questo spazio non si esegue: si esplora. Non si valuta: si osserva. Non si giudica: si accoglie. Una danza per tuttə.
Dal piccolo al grande, dal dentro al fuori, dal fuori al dentro. Ogni incontro conduce in profondità, per contattare il sentire, scoprire nuove possibilità creative e concludere nella totale libertà del movimento danzato.
Tutto è in relazione con tutto. Tutto il corpo danza in un dito. Il limite è possibilità. Il dentro comunica con il fuori, il sé con l'altro, il corpo con il cosmo.
Con la guida della musica, della parola, del movimento e degli stimoli creativi, nell'improvvisazione il corpo incontra il gesto. Possibile quando si mette presenza, quando si mette corpo. Qui e ora.
Il corpo tesse il mondo. Danzare è tessere.
I corpi sono il tessuto del mondo. Ogni corpo è un filo che si intreccia con gli altri — lì dove si intrecciano é il «texto»: tessuto, o intreccio.
Nel movimento danzato, come nell'intreccio di ordito e trama, i corpi-fili trovano la possibilità di creare infinite combinazioni di forme e colori, raccontando una storia, che è storia di sé e di un'intera comunità.
La tessitura danzata del cosmo diventa racconto comunitario.
Il corpo è la mia casa.
Il corpo è la nostra prima dimora. Con l'improvvisazione guidata del metodo di Maria Fux — che come un telaio porta struttura per poter generare un'immensa varietá di disegni — esploriamo i suoi limiti e le possibilità creative di movimento. In ascolto del proprio sentire, scopriamo e danziamo le sue radici, le sue finestre, le sue stanze.
I laboratori settimanali CREAdanza hanno un ritmo regolare e offrono uno spazio di pratica continua per abitare, settimana dopo settimana, il proprio corpo e il proprio sentire.
Ogni venerdì a Trieste (in via Rittmeyer 16/a), dalle 20:00 alle 21:30 (torniamo a SETTEMBRE 2026!).
Ogni incontro è un viaggio danzato — dalla parola al movimento, dal silenzio al suono, dall'io al noi. Un percorso aperto a tuttə coloro che desiderano ritrovare un radicamento profondo.
Partecipa →Creatività è stare in ciò che accade.
Accogliendo l'energia vitale e l'immaginazione dei bambini, giochiamo con loro per permettere al movimento di trovare la sua forma naturale. Non cerchiamo la perfezione dei passi, ma l'autenticità del gesto spontaneo attraverso stimoli creativi, la fiaba, l'immagine, il colore… Seguendo il filo della meraviglia e dello stupore, la ricchezza del loro mondo interiore trova da sé il suo ordine organico e la sua direzione nello spazio. Nella creatività del gioco danzato, la trama del loro sentire e dei loro racconti trova spazio per esprimersi e creare.
I nostri laboratori e corsi di danza creativa per bambini e bambine vogliono creare una tana sicura in cui accogliere e dare corpo alla libertà e immaginazione dei più piccini.
Un viaggio attraverso il gioco e il movimento, gli stimoli creativi proposti diventano una mappa per:
Il suono mi muove. Il mio corpo è strumento in un'orchestra.
Prima della musica c'è l'ascolto: uno stato profondo di presenza, denso come la terra e accogliente come l'acqua. Nel silenzio danzato sintonizziamo il ritmo del cuore prima ancora che arrivi la nota. L'ordito del silenzio tende i fili e la musica li fa vibrare.
Quando entra la musica dal vivo il viaggio si espande: le note di sax, handpan, percussioni… generano un ambiente che dilata i confini della sala. Il suono si fa carne, muove i corpi da dentro e ci trasforma in un'orchestra vivente.
Incontri aperti a tuttə. Uno spazio di improvvisazione guidata e celebrazione collettiva in cui i confini della sala si dilatano.
Quando le note di sax, percussioni, handpan… entrano nello spazio, generano un ambiente vibrante ed estemporaneo. Si compone insieme un quadro sonoro e coreutico vivente, unico e irripetibile.
Un'esperienza immersiva adatta a chiunque desideri sintonizzare il proprio ritmo interno con la vibrazione del gruppo.
Rimani aggiornatə →La parola prende corpo.
La danza incontra la poesia e la parola prende corpo. Il corpo poetico scrive nello spazio il proprio vissuto emotivo. E alla fine di ogni incontro, i danzatori lasciano una parola. La traccia di quello che è successo. Una sola parola. Quella che viene, dal corpo, senza pensare. E, parola dopo parola, nasce una poesia.
Il corpo poetico è la prova che il movimento lascia traccia. La parola è il suo disegno.
Percorsi strutturati nel tempo, pensati per gruppi specifici. Il movimento diventa strumento di relazione profonda con sé e con gli altri — in ascolto dei limiti e delle possibilità di ciascuno.
Attualmente attivo: un percorso annuale con un gruppo di donne. In passato: collaborazioni con i centri di salute mentale di Trieste, l'Associazione Magnolia, la Comunità San Martino al Campo.
"Vivo
flessibile
come un elastico
nella danza
che è il mio cibo,
la mia acqua."
Corpo poetico #8 · Lab Trame Corporee · Trieste, 2022
"Pietra dopo pietra
ho costruito un ponte
che è il mio corpo
in estensione
verso il limite, il mio
quando incontra il tuo."
Corpo poetico #17 · Lab Trame Corporee · Trieste, dicembre 2022
"Con il sostegno
e il calore
di una mano
che guida e accompagna
danziamo ciò
che è fragile."
Corpo poetico collettivo · Desandando Caminos · Festival Dove nascono le lucciole · Soncino, ottobre 2025
Siamo marea che avanza.
Un passo dopo l'altro, scopriamo che il movimento genera vincolo sociale ed empatia. Nei nostri incontri «siamo marea che avanza»: un flusso collettivo di corpi che si muovono insieme, abbattono barriere, creano fiducia e generano una comunità autenticamente accogliente e inclusiva. I corpi in movimento intrecciano i loro fili — e la comunità prende la sua forma.
La danza vissuta come linguaggio politico, poetico e comunitario. Uno strumento per abitare lo spazio pubblico e lasciare una traccia sociale.
Disponibile per collaborazioni mirate, residenze artistiche e progetti con collettivi, compagnie, associazioni e istituzioni culturali.
Danza, Palestina (2024) · Silenziando. Fragmentos (2024) · Corpo Sonoro (2022).
Collaboriamo →Vivo, quindi danzo.
Nella danza, così come sul telaio, si genera lo spazio sacro per narrare la storia di sé e del collettivo. La danza del gruppo, come tessitura del cosmo, si trasforma in un racconto condiviso. I corpi, come tessuto, lasciano traccia del proprio passaggio.
Ispirandoci alla danza di Maria Fux, intrecciamo i fili invisibili dei nostri vissuti. Raccontandoci nella danza del nostro corpo vivo, creiamo comunità. Qui l'intreccio si fa protagonista e guida del nostro andare, creando e narrando attraverso l'essere-corpo.
I nostri seminari intensivi e laboratori esperienziali sono spazi dedicati a esplorare la complessità dell'intreccio umano, artistico e antropologico.
Attraverso incontri mirati, il «texto» diventa la guida del movimento, permettendo ai corpi di riscoprire il mito, la natura e il vincolo sociale. Un tempo sospeso per tessere, insieme, la nostra danza più viva.
Partecipa →Trame Corporee accoglie persone di ogni età e abilità. Non è necessaria alcuna esperienza di danza. Non si giudica. Non si confronta. Si porta il proprio corpo, così com'è, nel qui e ora.
Dai 3 anni. Gioco, musica, fantasia, movimento. Si danza il fuoco, la pioggia, il vulcano, la galassia. Ogni incontro è una scoperta.
Uno spazio in cui il corpo non è oggetto di giudizio ma strumento di espressione. Dove si può sperimentare, sbagliare, reinventarsi.
Per chi cerca un modo per tornare nel proprio corpo, muoversi con consapevolezza, incontrarsi con gli altri in modo autentico.
Il metodo Fux nasce anche da qui. Dal limite che diventa possibilità. Da chi non pensava di poter danzare — e ha danzato.
Lunga collaborazione con i centri di salute mentale di Trieste. La danza creativa come spazio di cura, relazione e libertà espressiva.
Donne, anzianə, atletə, professionistə, comunità, festival. Trame Corporee si adatta al contesto. Perché il contesto, per Maria Fux, è tutto.
«La danza non deve essere solo un privilegio di quelli che si dicono dotati, ma deve essere impartita come una materia di valore estetico, formativo, fisico e spirituale, con la capacità e la possibilità di cercare la propria espressione.» — Maria Fux
Antropologa, viaggiatrice e danzaterapista. Il mio percorso unisce ricerca, comunicazione e movimento espressivo. Conduco laboratori integrati giocando con le possibilità e i limiti del corpo, trasformando lo spazio in un luogo di ascolto attivo ed empatia.
«Intendo la danza come un ponte che mette in comunicazione tutti i piani dell'essere-corpo: il mondo corporeo-percettivo, emotivo, psichico e spirituale, per creare armonia.»
A ogni passo, una scoperta.
Quando ritrovo la danza, da giovane donna, non riesco a credere di aver vissuto così a lungo senza sapere quanto mi sia necessaria. Come l'acqua, come l'amore per la vita.
Un amore che si nutre dei paesaggi che mi appartengono: nasco in Sardegna, scelgo Trieste come casa dal 2012, e nel mezzo attraverso un pezzo di mondo. Ogni tappa diventa un tassello di un percorso permanente che intreccia antropologia culturale, danza, musica e comunicazione.
Nel 2018 incontro la Danzacreativa Danzaterapia Metodo Fux. Qui la musica si fa filo che ci fa muovere, guidando il movimento e mettendoci in relazione con lo spazio e con gli altri. È un'esperienza trasformativa in cui tuttə possono danzare – indipendentemente dall'età o dalle capacità motorie, sensoriali e cognitive.
Per approfondire questa visione, intraprendo la formazione triennale presso la Scuola Risvegli di Milano e Trieste. Qui accade l'incontro ravvicinato con Maria Fux, nella pratica, sui libri e nel suo studio.
Il 2 gennaio 2023 arrivo a Buenos Aires ed entro nella casa-studio di Maria in Avenida Callao 289: i nostri corpi si incontrano nella danza e il corpo prende la parola nel silenzio di un tempo sospeso.
Da quell'incontro e dalle tracce di quel viaggio nasce la mia tesi DANZA (in) CON-TESTO. Intrecci di un viaggio in Argentina tra cultura, natura e danza Fux.
In quello stesso anno, muovendomi tra le terre argentine, l'incontro profondo con i tessitori andini e le loro trame millenarie segna una svolta nella mia ricerca. Comprendo che il tessuto vive nel movimento del corpo: non è materia statica, ma un linguaggio tridimensionale che racconta la vita.
Questa scoperta ha dato un nome e una forma tangibile a un'intuizione che porto con me da oltre dieci anni attraverso l'esperienza con le danze libere: l'idea che danzare è tessere, un atto di puro intreccio. Il gesto fisico di tracciare linee nello spazio con "il filo della musica" per creare trame relazionali e, insieme al gruppo, raccontarsi, trasformando lo spazio in un telaio di possibilità concrete.
Un percorso che intreccia ricerca accademica, attivismo sociale, laboratori creativi, performance artistica e formazione d'avanguardia.
Respira, batte, sente, ricorda.
Porta dentro tutto quello che siamo stati
e tutto quello che stiamo diventando.
La danza creativa parte da qui.
Non da ciò che il corpo dovrebbe essere —
ma da ciò che sa e che è, adesso, in questo momento.
Vivo. E quindi già capace di danzare.
Io sono movimento.
Vivo, ergo danzo.
Vuoi partecipare a un laboratorio? Proporre una collaborazione? Portare Trame Corporee al tuo festival o nella tua comunità? Scrivimi.
Dalle 20:00 alle 21:30, in via Rittmeyer 16/a a Trieste. Per partecipare basta scrivere — non è necessaria esperienza di danza.
Per i seminari e i laboratori su progetto mi sposto in Italia e all'estero.
«Hay que seguir.
¡A viajar, a danzar!»